Storia di una icona di stile: Jacqueline Kennedy.

Sabato, 18 Febbraio 2017 

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Tutto cambia con lo scorrere del tempo ma esistono immagini intramontabili che permangono nella nostra memoria collettiva come l’iconica first ladyJacqueline Kennedy.

Il suo stile ha fatto storia, i suoi abiti sono stati tra i più desiderati al mondo e ancora oggi è fonte di ispirazione per tante donne. Purtroppo, come dice la mia bisnonna, riguardo Jacqueline Kennedy: “Non esistono altre Jackie nella storia” e infondo ha ragione.

È evidente che Melania Trump, tenti in qualche modo di assomigliare ispirandosi a lei per i suoi look da first lady ma la strada da percorrere è tanta! I tempi sono cambiati, le mode anche, e alla fine penso che sarebbe meglio scrivere una pagina della propria storia per riuscire a diventare una nuova icona di stile. Portamento, fisico, bellezza e gusto non le mancano, forse le servirebbe più fiducia in sé stessa. Ma ripercorriamo insieme la vita, lo stile, gli abiti e gli accessori di Jacqueline.

La storia di Jackie è affascinante, proprio come lei. Nata il 28 luglio del 1929, anno che ricordiamo per il periodo della “Crisi finanziaria” che sconvolse l’economia. Tuttavia, successivamente, ci fu una ripresa e un periodo florido anche per la moda. Si ballava, si facevano feste, gli abiti erano leggeri e comodi.

 

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Jackie, come la chiameranno confidenzialmente, è la primogenita di un grande broker di borsa e la madre era figlia di un direttore di banca. Proveniva da una famiglia benestante dell’alta società. Ha trascorso i suoi primi quattordici anni di vita a New York e in estate si trasferiva nella casa di campagna, poiché nutriva una fervida passione per i cavalli e l’amore per le opere letterarie di Baudelaire e Wilde, che lei riconosce come maestri di vita.

Jackie ha sempre saputo che la sua vita non sarebbe stata quella di una casalinga perbene che aspettava il marito dal rientro del lavoro per occuparsi della prole e impartire ordini alle domestiche. La sua vita cambierà presto. È il 1951, appena ventiduenne, incontra il giovane politico trentatreenne John Fitzgerald Kennedy. Il loro è un amore a prima vista. Addirittura si racconta che a loro bastò solo uno sguardo e il loro amore divenne di pubblico dominio, celebrato e pubblicato su tutti i magazine internazionali. John infatti era considerato un astro nascente della politica e del Partito Democratico.

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Il loro matrimonio avvenuto il 12 settembre del 1953 venne definito da tutti come un matrimonio di portata nazionale. Purtroppo, questa unione, non fu sempre rose, fiori e diamanti a causa soprattutto dei continui tradimenti da parte del marito. Jackie, però era una donna dotata di una spiccata forza interiore, ne soffrì molto ma lo fece in silenzio e andò avanti a testa alta.

La storia cambia ancora una volta, quando nel 1958 la famiglia Kennedy viene scelta per l’immagine di felicità e gioventù che riecheggiava intorno alla coppia.  Con questa immagine di famiglia perfetta è l’inizio della storia di un mito. Arrivano per loro due figli e l’elezione di John F. kennedy a primo presidente cattolico degli Stati Uniti. Sono anni in cui l’immagine di Jacky cresce in maniera esponenziale, diventando ben presto ambasciatrice di un’eleganza dinamica e sofisticata per il suo stesso paese.

Pensate che il marito dichiarava ‘’Sono l’uomo che accompagna Jacqueline Kennedy’’. Ma oltre ai momenti felici e acclamati, la coppia attraversava anche momenti difficili, come la perdita del figlio appena nato. Questo è un dolore troppo grande da affrontare, tanto che la famiglia Kennedy, fa fatica a superare, anche se in pubblico si dimostrano sempre volti sorridenti, solidi e raggianti.

Proseguendo nella storia arriviamo a quel terribile 22 novembre del 1963 quando il presidente viene assassinato con un colpo di pistola alla testa, mentre saluta dalla macchina presidenziale, una folla acclamatrice e festosa. Nell’automobile che accompagna il presidente c’è anche la moglie Jackie che indossava un elegante Tailleur rosa firmato Chanel, scelta consigliata da Diana Vreeland allora direttrice di Vogue Inghilterra.  Jacqueline non si tolse mai quel completo macchiato di sangue neanche durante il rientro a bordo dell’Air Force One a Washington. Lei disse: ‘’Voglio che vedano cosa hanno fatto a John’’.

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Tutto il mondo pianse e si strinse attorno al popolo americano per questo assassinio così atroce, ripreso dalle telecamere internazionali. La figura di Jacky e il suo sorriso, non vennero mai dimenticati. In breve tempo divenne per il suo allure chic francese, una vera e propria icona. Intramontabili i dettagli di stile da lei coniati, come il suo pillbox, il cappellino rotondo che spesso indossava.

L’anno seguente il 1964 ormai ex first lady riprende a coltivare le sue più grandi passioni come il viaggio e la lettura passando così molto tempo tra yacht e feste. La sua vita proseguirà molto solitaria e spesso anche triste. La storia si ripete per la seconda volta quando nel giugno del 1968 viene assassinato anche Robert Kennedy e lei, spaventata e profondamente scossa, accetta l’aiuto offertole da un carismatico miliardario e temibile uomo d’affari: Aristotele Onassis. La loro storia prende forma anche se lui era già legato con la cantante lirica Maria Callas ma l’amore e i sentimenti nei confronti di Jackie sono più grandi, così decide di chiederla in moglie.

Da quel momento nasce la seconda figura iconica di Jacky O.  Ma purtroppo neanche questo matrimonio sarà rose e fiori, tanto che Maria Callas ha tentato il suicidio. Il 1975 è l’anno della morte di Aristotele Onassis sopranominato da lei Ari e Jackie cerca di risollevarsi affermandosi come editrice e infine lega un nuovo amore con Maurice Tempelsman: ultimo premuroso compagno della sua vita.

Il suo stile non smetterà mai di restare un punto di riferimento per le socialité di tutto il mondo, declinato in numerosi dettagli: gli occhiali da sole grandi scuri, i pantaloni corti alla caviglia – detti Capri – e la borsa con fibbia di Gucci che da lei prenderà il nome. Jacqueline Kennedy Onassis prediligeva abiti smanicati con bretelle larghe la lunghezza delle gonne che arrivava sempre sotto il ginocchio. Prediligeva giacche dal taglio in vita con collo tondo e maniche a tre quarti. Era amante dei colori accessi e vivaci soprattutto il rosa. Nei sui look non potevano mancare fili di perle vere o finte simbolo distintivo del suo stile. Amava i cappotti colorati bon ton e i bottoni dei cappotti dovevano essere sempre ricoperti dello stesso tessuto. Non potevano mancare certamente i guanti e le borse a mano piccole e piatte, capelli a caschetti tondeggianti e sempre perfetti.

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Jacqueline Kennedy Onassis scomparse dalle scene il 19 maggio 1994 lasciando un vuoto incolmabile in tutti noi. Una storia bellissima e dolorosa allo stesso tempo, ricca di magia ed unicità. Potremo pertanto dire che la sua storia è sempre viva intorno a noi.

Ultimamente nelle sale cinematografiche abbiamo visto nei panni di Jackie l’attrice Natalie Portman. La pellicola girata da Pablo Larraìn è uscita nelle sale cinematografiche il 2 dicembre del 2016 ma in Italia è arriverà solo il 23 febbraio 2017.

Michele Vignali.

L’articolo lo trovate anche nella sessione Vintage-Amarcord nel blog di Alvufashionstyle.

Sanremo2017: i testi più belli di questo festival di M. Vignali

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 

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Si è appena conclusa la 67esima edizione del Festival di Sanremo e ciò che resta è la buona musica interpretata dai grandi artisti sul palco dell’Ariston.

Come ho già avuto modo di scrivere in più occasioni il Festival è molto più di una semplice kermesse televisiva. Questa manifestazione canora è parte integrante della nostra società.

Ogni anno, la canzone italiana sanremese, ha rappresentato uno spaccato sociale, sempre attuale e sul pezzo. Vi invito a leggere il mio approfondimento sul testo della canzone ‘’ Non ho l’età per amarti’’ della Cinquetti (leggi qui l’articolo) che porta anche alla nascita negli anni Sessanta del “Cinquettismo” movimento giovanile a favore di un cambiamento sociale dell’epoca.

L’ultima edizione del Festival che sabato scorso, si è concluso con la proclamazione del vincitore Francesco Gabbani e la sua ‘’Occidentli’s Karma‘’ è da considerarsi molto più di una semplice canzonetta e il suo testo è impegnato e ricco di messaggi come descritto nell’ approfondimento di Alvuela (leggi qui l’articolo) e come ha dichiarato lui stesso nelle innumerevoli interviste

Viste le tante polemiche, ho pensato di analizzare i testi anche delle altre canzoni, così ho selezionato alcune frasi.

 

 

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’Vietato Morire’’ è il bellissimo testo scritto dal compositore e cantautoreErmal Metal. Una canzone impegnata, dal messaggio profondo e molto attuale che tratta la violenza sulle donne. “Ricordo quegli occhi pieni di vita, e il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia’’. Il testo sembra scritto da una donna che ha subito violenza da parte di un uomo possessivo e aggressivo e del dolore del figlio, che ha dovuto assistere a queste terribili scene. La madre dichiara al figlio: ‘’Ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai, l’uomo che tu diventerai, non sarà mai più grande dell’amore che dai’’. Successivamente riprende le parole del figlio: “Non ho dimenticato l’istante, in cui mi sono fatto grande, per difenderti da quelle mani, anche se portavo i pantaloncini’’. La frase indica la forza interiore di tutti quegli adolescenti che la vita fa crescere in fretta e che si trasformano velocemente in adulti per prendere le difese della propria madre. La canzone invita a trovare la forza di dire “Basta! Non è tardi per ricominciare, scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza, ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire’’. Un vero e proprio inno alla non violenza, un invito a restare uniti e denunciare questi fatti, per combattere questa profonda ferita sociale sempre presente, purtroppo, sulle pagine di cronaca nera.

Un altro meraviglioso messaggio positivo, tutto al femminile, ci arriva da Paola Turci con la canzone ‘’Fatti bella per te‘’. Si tratta di un testo autobiografico in riferimento all’ incidente d’auto, che le ha sfigurato il volto, subendo numerosi interventi per poter recuperare la propria immagine. Quando l’ho ascoltato per la prima volta ho pensato a Lucia Annibali vittima di violenza che per mano di un uomo che diceva di amarla ha assunto un sicario per lanciarle dell’acido al viso. Se per la Turci è stato un incidente per l’Annibali è stata violenza. Entrambi sono molto simili, perché il dolore provato nel non riconoscere più la propria immagine allo specchio è immenso. ‘’E dentro hai una confusione, hai messo tutto in discussione, sorridi e non ti importa niente, niente se un’emozione ti cambia anche il nome, tu dalle ragione, tu dalle ragione, se anche il cuore richiede attenzione, tu fatti del bene, tu fatti bella per te, per te, per te’’. Non è certo facile andare avanti, sentirsi belle in un altro volto e ricominciare. Sfigurare il volto di una donna è una ferita indelebile, significa colpirla nel sorriso, nel suo modo di essere, nella sua espressività.

La canzone di Fiorella Mannoia è un inno alla vita ‘’ Che tu sia Benedetta’’. Quando ho ascoltato questo brano in prima serata, ho sentito un colpo al cuore, sono riaffiorati alla mente i momenti più difficili della mia vita che con forza, volontà e costanza ho superato a testa alta puntando sempre a ciò che mi facesse essere felice. Ho pensato a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro e per la disperazione si sono tolti la vita. A chiunque abbia perso una persona cara, alle vittime del terremoto, a quelle degli attentati, alle donne violentate, ai bambini che hanno subito violenza e vittime di bullismo, a chi ha sbagliato e chi lo farà ancora, a quelle persone che vengono discriminate perché diverse. Questo testo è una vera poesia, interiorizziamolo, ascoltiamolo, ripetiamocelo e facciamoci forza ‘’A chi trova se stesso nel proprio coraggio, A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio, A chi lotta da sempre e sopporta il dolore,Qui nessuno è diverso nessuno è migliore. A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero, A chi resta da solo abbracciato al silenzio, A chi dona l’amore che ha dentro, Che sia benedetta, Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta, Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta, E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, A tenersela stretta, Che sia benedetta’’.

C’è anche chi, come Fabrizio Moro, cantautore ha presentato la sua canzone ‘’Portami Via’’ dedicata al figlio. Una canzone che parla della vita analizzando i vari disagi che comporta e che dovremmo affrontare: paura del futuro, confusione, insicurezza. ‘’Tu portami via, dalla convinzione di non essere abbastanza forte, quando cado contro un mostro più grande di me, consapevole che a volte basta prendere la vita così com’è’’. Il portami via evoca la speranza di un mondo migliore. Come nel testo di Fiorella Mannoia ci incita ad essere forti e ad avere una meta per andare avanti. ‘’Se c’è un muro troppo alto per vedere il mio domani e mi trovi lì ai suoi piedi con la testa fra le mani, se fra tante vie d’uscita mi domando quella giusta chissà dov’è, Chissà dov’è’’

Michele Bravi, ragazzo giovane e talentuoso, canta sul palco dell’Ariston un testo dedicato ai ragazzi di oggi: la paura di commettere errori, incertezza del futuro, l’assenza di miti e dei sani valori. Molto spesso i giovani tendono “come Icaro” a bruciare le tappe per sentirsi più sicuri, maturi, già pronti nell’essere adulti, eppure, ci sono vuoti immensi da colmare. Il voler cercare a tutti costi punti di riferimento, che portano i giovani, a vivere amori sbagliati, che li fanno soffrire o cedere alle tentazioni dei coetanei alla ricerca di una droga che possa alleviare le ferite interiori. ‘’Ho giocato con il fuoco, e qualcuna l’ho anche vinta, ma ci è mancato poco, mi giocassi anche la vita, ho lasciato troppe volte, la mia impronta sopra il letto, senza preoccuparmi troppo, di cosa prima avevo detto, Ho guardato nell’abisso, di una mattina senza alba, senza avere un posto fisso, o qualcuno che ti salva’’.

Clementino con la canzone ’’Storie di Ragazzi Fuori’’ racconta uno spaccato sociale di molti adolescenti che passano più tempo fuori casa, sballandosi tra droghe, discoteche e locali notturni. Molto spesso i giovani sono costretti ad assumere comportamenti sbagliati, pur di essere accettati dal gruppo. A volte, è necessario subire abusi per sentirsi superiori e all’altezza. ‘’ Resto fino a quando sorriderai, tra le luci del mattino e poi, Questa non è l’aria che respirerai, ricordi quando eravamo noi, Resto fino a quando sorriderai, non ti sveglio in questo sogno, Scriverò sui muri della mia città, storie di ragazzi fuori, Storie di ragazzi fuori, Le mie storie di ragazzi fuori, Storie di ragazzi fuori, Eravamo noi, dove eravamo noi, Storie di ragazzi fuori’’.

La musica è il modo più veloce per comunicare, perché arriva a tutti in modo diverso. È un messaggio di speranza, di forza, coraggio, per andare avanti e cercare di colmare vuoti provocati dalla stessa società. È un messaggio che punta all’anima per rafforzare la sensibilità e continuare a sognare, credere nei propri ideali, battersi per un mondo migliore, unire le voci all’unisono perché ‘’l’unione fa la forza’’. Diventiamo messaggeri di positività.

di Michele Vignali.

L’articolo lo trovate nel blog di Alvufashionstyle.

 

Sanremo 2017: i look della Quarta serata commentati da Michelevignaliblog.

Sabato, 11 Febbraio 2017. 

Anche la quarta serata del festival ha preso forma. Abbiamo ascoltato con attenzione le canzoni in gara, mi  sono sentito partecipe di emozioni e pezzi di canzoni che mi hanno emozionato e rappresentato. Ho anche fatto la scaletta del mio podio. Ma ancora non ve lo svelo. Però dai commenti live su Facebook si è capito penso. la serata come sempre è stata piacevole e divertente, mi è piace Maria De Filippi in versione scherzosa e divertente abbandonando in parte il suo stile da ”C’è Posta per Te”. Nella quarta Puntata abbiamo avuto modo di ridere con la bravissima ed esilarante Virginia Raffaele nei panni di Sandra Milo ma allo stesso tempo abbiamo sognato con il glamour e gli abiti da sera tanto mancati di Maria Pellegrinelli che ha illuminato il palco dell’Ariston.

Ora andiamo a commentare i look, oggi non sarò in compagnia della mia amica di penna e cinguettio Alvuela Franco di Alvufashionstyle.

Quindi che i voti e i commenti abbiano inizio.

Carlo Conti: ” Perfetto ed Elegante”

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Finalmente ha abbandonato i suo look  spezzati che mi avevano stancato. Eleganti sì, perfetti anche,  la caduta a pennello  del completo firmato salvatore Ferragamo e da lode,  ma questo completo da sera tutto nero, con il revers di velluto mi piace molto. Bello l’utilizzo della camicia bianca che da lucentezza al volto abbronzato. In poche parole Perfetto.

Voto: 10

Maria De Filippi: ” Si e No. Ancora non ci siamo” 

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Ancora non ci siamo. Il primo abito l’ungo è molto bello ma non le rende giustizia. E’ sempre avvolta in reti da pescatrici ricche di swarosvski i sottovesti sono diventati ormai un suo must have. il secondo look è il suo. E mi domando perchè non c’è l’ha fatto vedere prima? certo come sempre non è adatto al Palco del Festival di San Remo però la sua fisicità mascolina la aiuta. Mi ripeto ancora lei sta bene con completi dal taglio maschile e abiti corti poco lavorati come tubini dritti e puliti, per intenderci un taglio Margiela. Secondo vuoi stasera ci sorprenderà?

Voto primo look. 2   Voto secondo look. 6

Chiara: ” finalmente un pò di colore” 

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Abiti sempre troppo lunghi, troppo tessuto e troppo chiuso. Forse un po’ troppo. Bello il dettaglio delle maniche con le balze. quest’abito ha un taglio dallo stile anni trenta bello si, ma poco giovane. La vedrei con abiti più attillati anche per valorizzare di più il suo fisico. Stasera torni in nero?

Voto. 5

Michele Bravi. ” Semplice, pulito e ricercato” 

 

Giovane, simpatico, bella voce e sopratutto il pezzo dedicato agli errori che si commettono in gioventù e adolescenza. Alcune fresi del testo mi appartengono. il suo look è molto minimale, pulito e elegante. Firmato Emporio Armani. il nero e il blu notte scelto per lui sono colori giusti. Non apprezzo che non abbia messo la cravatta o un farfallino, però per  la giovane età faccio un passo indietro. Mi piace molto il dettaglio del fazzoletto da taschino che trovo molto originale, pensate che è anche la copertina del suo disco. Non apprezzo l’utilizzo della sneakers bianca avrei preferito una scarpa elegante.  Piccoli dettagli Che fanno la differenza.

Voto. 7

Maria Pellegrinelli: ” Ben Tornata valletta” 

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Modella, Bellezza, portamento e fascino. Ha portato sul Palco dell’Ariston una ventata di stile, portamento ed eleganza quella tanto mancata. Gli abito da sera Firmati Versace le rendo giustizia. Raggianti, luminosi e perfetti.  E sottolineo che finalmente si vedo gioielli importanti e da sogno. Vorrei il Colier di diamanti!

Voto 10.

Antonella Clerici. ” Perfetta se stessa” 

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Meravigliosa, confettosa, colorata, elegante e raggiante. Un look perfetto da padrona del Palco dell’Ariston. Il taglio dell’abito è da principessa, il raccolto dei capelli che illumina il volto, i gioielli perfetti. Insomma una vera principessa, mi piace anche perchè lei stessa più volte ha detto so di non avere un fisco perfetto ma comunque voglio sentirmi bella e fiabesca, un abito per me deve darmi magia. Brava. Spero che presto tornerai  Sul palco de Festival come conduttrice.

Voto. 10

Ludovica Comello: ” Vivetta per sempre” 

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Ancora un outfit firmato Vivetta. Meraviglioso, fresco, giovanile, colore suo. Belle le applicazioni adori i cuori a contrasto. E i capelli raccolti stanno bene e danno la giusta importanza  allo scollo.

Voto. 10.

Fiorella Mannoia e Paola Turci: ” Perfette in Tailleur e pantaloni” 

 

Le vere vincitrici per me sono loro. Presenza scenica perfetta, voce che incanta, testi profondi e ricchi di verità fanno anche molto riflettere.  Ci insegnano anche a volerci bene e essere noi stessi, a pensare alla vita in modo positivo a cadere e poi rinascere più forti di prima. Loro sono per me anche le vere vincitrici per come hanno saputo portare con grazia e disinvoltura meravigliosi tailleur pantaloni e dal taglio maschile, eleganti composte. Del look della quarta serata ho apprezzato il colo lavorato di Fiorella Mannoia, e la Collana pendente di Paola Turci sul corpo nudo sotto la giacca. Lo trovo il giusto compromesso tra seduzione e eleganza.

Voto per entrambe. 10

Bianca Atzei e Elodie: ” Semplice e soave” 

Bianca Atzei sempre in Marras, composta, elegante e incantevole. Ieri sera molto commossa sul palco vista la presenza in salta del compagno a cui è dedicato il pezzo. Devo dire che ha commosso anche a me. Elodie interpretazione come sempre perfetta il look bianco anni ottanta bello anche se lo avrei preferito liscio sotto e non a palloncino. Le maniche sono un vero punto di forza, originali e incantevoli anche il le voglio. I capelli non mi sono piaciuti molto mi ricordano Anna Oxa.

Bianca Atzei. 10 Elodie. 9

Francesco Gabbani: ” Scimmia in Ceruleo” 

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Abbandonati i Maglioncini in ceruleo di uno stilista emergente e non Benetton come tutti pensavamo. la sua bellezza ammaglia e incanta lo  ammetto. Ieri si è presentato in versione Scimmia. Non è da Festival però mi piace il suo modo di prendersi sul ridere e di far ridere. la Canzone è molto orecchiabile e d’effetto.

Voto. 1. Performance 10.

Giusy Ferreri: ” San Remo o Sagra da Paese ? ” 

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No non ci siamo. lasciatemi dire che il testo è bello. ma questo look è terribile. Giusy ma non hai nessuno che segue le tua immagine?. questo abito non ti dona. Troppo trasparente, maculato semplice e banale, un po’ da ”mercato”. Non ti rende giustizia. Devo dare un voto?  non me la sento. Penso si capisca già vedendo la foto.

Chi vincerà il festiva ?

Secondo i Pronostici in podio ci sono: Mannoia, Turci, Metal. Lo spero anche io.

Michele Vignali.

 

Sanremo 2017: i look della terza serata commentati da Michele e Alvuela.

Venerdì, 10 febbraio 2017.

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Ed eccoci qui ancora una volta a cinguettare sulla pagella dei look della terza serata del Festiva di Sanremo dedicata alle Cover.

Ieri sera il Festival è stato spassoso, rispetto agli altri giorni. Anche perché trattandosi di cover conoscevamo già le canzoni… ma ahimè, proprio per questo motivo, molti cantanti hanno peccato di superficialità riguardo ai look!

Tra i momenti più belli bisogna menzionare sicuramente il “Il piccolo coro” che ci ha deliziato con le voci dei bambini e sicuramente Mika, che ha dimostrato attraverso le sue bellissime e infinite sfumature vocali, un arcobaleno di timbri dal significato profondo. Dopo aver superato qualche difficoltà ad accedere al palco dell’Ariston ha esordito: “La musica cambia il colore della mia anima, con la musica posso diventare giallo, blu, verde e nessuno può dire che esiste un solo colore”. (Io e Michele aggiungeremmo basta vedere i golfini di Francesco Gabbani!!).

E dopo questa battuta ironica passiamo alla “pagella dello stile”.

Carlo Conti: “la monotonia dello spezzato”

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Michele: Si è dimostrato un padrone di casa perfetto e grande presentatore. Per quanto riguarda il look, speriamo di poterlo vedere, almeno per l’ultima, in un completo non spezzato. Anche il velluto ci ha un po’ stancati. Quello della terza serata è quello che ho apprezzato di più. Bello il taglio, il blu della giacca, il revers lucido di raso largo e a punta ( lo voglio anche io), azzeccato l’utilizzo della camicia bianca che dà respiro al look e al suo colore abbronzato.  Con il nero blu della seconda serata sembrava davvero ‘’calimero”!.

Alvuela: confermo lo spezzato ci ha stancato, lo vorremmo vedere con una mise in tinta unita! E non vediamo l’ora!

Voto: 9

Maria de Filippi “Ma come ti vesti?”

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Michele: Oh Maria, dove sei finita? I look della prima serata ti rappresentavano di più.  Mi piacevano le frange anni Venti che ti rendevano giustizia ma successivamente sei sprofondata nel baratro. Il primo abito lo preferivo perchè evocava un completo spagnoleggiante tra rouches e fiori. Il modello era un po’ prendisole inadatto per San Remo ma anche per Amici!

Il secondo? Dico solo: troppo pizzo, troppo chiuso insomma troppo tutto! non parliamo e dimentichiamo  il look nero in maglia della nonna  sfoggiato nella seconda serata che non solo segnava tutta la silhouette ma sembrava una rete da pesca! Non parliamo delle collane che non c’entravano nulla. Ps: ti consiglio un look tipo quello di Paola  Turci o  Mannoia, saresti più te stessa con un completo maschile a Tailleur taglio Smoking.  Migliora, grazie!  E infine ma Givenchy dov’è finito?

Alvuela: Confermo. Il primo look poteva essere anche molto bello. I ricami floreali impreziositi da swarovski erano meravigliosi. Tuttavia avrei preferito un modello lungo e non troppo avvolgente con un tacco stiletto e non anni ’70!!! Per il secondo sono rimasta senza parole! Una rete da pesca impigliata e strappata. Ma non solo! I gioielli, presi singolarmente potevano essere anche molto belli ma abbinati a una rete da pesca sembravano trafugati da un sarcofago egizio! E no!! Siamo sul palco dell’Ariston! Non ci siamo proprio!

Voto Primo look: 6

Voto secondo look: 2

Chiara “Basta nero!”

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Michele: Ma basta con questo nero “da suora di clausura”!! Anche se le trasparenze non sono indicate per andare in Chiesa. Non capisco davvero il concetto di tutto questo nero? Gli abiti sono belli e personalizzati  perché fatti su misura ma potevi puntare più sui dettagli. Non ho apprezzato del secondo look lo spezzato della lingerie sotto. Mi sarebbe piaciuto un completo magari colorato e unito.

Alvuela: questo nero ci ha veramente stufato! Sembra che altri colori non esistano. Abiti accollati da chiesa, pizzo nero, dark, sembra il classico dress code da lutto!! Chiara per favore basta nero! Sei giovane, un po’ di colore!

Voto 7

Ermal Metal “Elegante e raffinato”

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Michele: Lasciatemi dire che la sua canzone in gara è bellissima. L’interpretazione della cover mi è piaciuta in parte. Avrei preferito che vincesse Paola Turci: gusto personale. Ma passiamo al look che mi è sembrato molto ricercato. Il color verde prato d’autunno dopo mesi di assenza di pioggia non mi è piaciuto e non gli dona, in poche parole, non è nella sua palette colori. Ho apprezzato il dettaglio del fiore appuntato sulla giacca di classe e molto elegante, mi ricorda in parte  gli uomini degli anni venti con le camelie bianche sul completo nero. Il pantalone a cavallo basso non è da Sanremo però te lo concedo per la serata delle cover, anche se il pantalone era troppo stretto sul polpaccio e si vedeva il calzino sotto ma almeno tu lo avevi e non l’hai lasciato a casa come Bernabei e Nesli.

Alvuela: Il colore del completo evocava quello simile ai licheni sugli alberi. Il tessuto lucido era fantastico. Il pantalone con il cavallo basso non lo slanciava. Però ho apprezzato che almeno si è distinto tra questa sfilza di smocking!

Voto: 8

Al Bano “Casual e Panama”

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Michele: Bella la giacca mi piace molto. Il capello bianco un po’ meno, troppo campestre. Però è il suo biglietto da visita. Per fortuna che la voce ti è tornata, bella la performance.

Alvuela: mi ha fatto piacere rivederlo in forma! La voce è splendida, grande carisma e performance. Il cappello stile panama l’ho gradito molto, sicuramente avrà voluto firmare le sue radici di Cellino S. Marco.

Voto 8

Mannoia “Immensamente Lei”

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Michele: Perfetta, composta, di classe. Una imponente presenza scenica, una voce impeccabile che arriva al cuore e ci dà un brivido al corpo. Davvero unica.  Ammetto che mi piaceva più il primo look. Questo non ho apprezzato il top e il copri spalle, l’avere poco seno non l’ha aiutata. Però la classe non manca.

Alvuela: confermo per il look e aggiungo che l’interpretazione di Fiorella ti sorprende piano piano dal basso, arriva al cuore, ti travolge e ti proietta all’infinito.

Voto 8 e 1/2

Paola Turci “Energia al femminile”

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Michele: E poi silenzio. Lei sale sul palco. Il suo completo blu è perfetto e le rende giustizia. Adoro la sua giacca così perfetta nella lunghezza, il taglio, il collo a scialle, il mono bottone. Ho subito pensato: “Paola tra poco ho la fashion week e non so ancora cosa mettere mi presti la tua giacca? L’Adoro!” Ahaha. Il reggiseno a vista mi piace e quel tocco strong al look maschile, perfetto il mono orecchino.

Alvuela: confermo, bella e impeccabile. Io invece voglio il mono orecchino!! Unica cosa avrei inserito qualche swarovski al reggiseno per renderlo più glam.

Voto 9 e 1/2

Lodovica Comello “Deliziosa”

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Michele: Evviva Vivetta. Il collo sembra una mantellina, bello il taglio anni cinquanta, la gonna evoca una di quelle mille bolle che canta. L’avrei solo leggermente allungata. Per il resto fresca, graziosa e divina!

Alvuela: Io adoro Vivetta e Lodovica è stata spumeggiante. Il rosso le donava e anche trucco ed hair style erano perfetti! La gonna ampia andava allungata confermo! Per il resto lei era un bijoux.

Voto 9

Elodie “Come il sole all’improvviso”

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Elodie “Come il sole all’improvviso”

Michele: Secondo look firmato Emporio Armani. Composto, grazioso, insomma suo. Mi piace il dettaglio dei fiori applicato e il mono orecchino, non avrei messo la fusciacca in vita. Per il reso divina. Capello, trucco e presenza scenica perfetta.

Alvuela: “come il sole all’improvviso” Elodie incanta sul palco e non è solo per il look perfetto ma è proprio lei ad essere magnetica e ti accorgi che non è solo una cantante ma una grande interprete! Brava!

Voto 9

Bianca Atzei “La Venere del Botticelli”

Michele: Lei sempre impeccabile, non ne sbaglia una. Look freschi, colorati, travolgenti, sempre firmati Marras. La rendono eterea, fresca e botticelliana. Interpretazione da cento e lode. Per fortuna che l’anno ripescata la canzone è così profonda che colpisce il cuore.

Alvuela: incantevole come la Venere di Botticelli. Meravigliosi i ricami floreali ramage sofisticati che la rendevano unica! Stylist Enzo Miccio regna sempre!

Voto 10

Francesco Gabbani “Basta maglioncini Benetton in saldo”

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Michele: Vi prego lanciamo l’#bastamaglioniciniinfeltriti. Non ne posso più di questo scempio. Capisco che sei giovane, bello e abbronzato. Sorriso perfetto e seducente, nominato anche “Rocco della Riviera”. Però questi maglioni alla Amily da “Diavolo veste Prada” sono veramente out. Poi il concetto che sono anche abbinati ai calzini fa ancora più ridere però come sempre bravo almeno tu li hai messi. Devo dire che il maglioncino, come arma letale ha contagiato Zarrillo e tanti altri che lo hanno indossato sotto la giacca. Francesco ti scrivo da amico, se hai bisogno di uno styling chiamami!

Alvuela: Francesco, nella prima con il maglioncino arancio fluo sembravi Giovanni Muciaccia di Art Attack, ieri ti sei presentato con il maglione ceruleo… Ma sarai mica andato da Benetton a fare la scorta in saldo prendi 6 e paghi 5? Basta golfini! Sei un bel ragazzo usa giacche colorate!

Vot 2

Mika “Profondo come il mare”

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Michele: Meraviglioso, poliedrico, perfetto, ti arriva al cuore. Lo adoro e come sempre mi ha commosso. La sua dedica ai colori è stata molto toccante, sarà che mi trovo molto in lui per il suo vissuto e la sua storia di dolore e di rinascita per questo ho odiato la frase comica di Luca e Paolo “Noi si che siamo diversi” alludendo che c’erano stati molti ospiti omosessuali. Look sempre perfetto, elegantissimo in Valentino anche se alcuni dicono un po’ visto. A me piace, il giusto compromesso tra ricercato ed elegante.

Alvuela: confermo!

Voto 10

Di  Michele Vignali e Alvuela Franco

 

l’articolo lo trovate anche nel blog di alvufashionstyle.

 

Sanremo 2017: i look della seconda serata commentati da Alvuela e Michele

Giovedì, 9 Febbraio 2017.

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La seconda serata del Festival di Sanremo ci ha piacevolmente sorpresi. Non è stata una gara di eleganza ma almeno i momenti divertenti ci sono stati rispetto all’effetto moviola della prima.

Io e Michele Vignali abbiamo selezionato i momenti più divertenti e i look migliori e peggiori della serata.

“La pagella dello stile” iniziamo a dare i voti!

Maria De Filippi “mia nonna vestiva meglio”

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La puntata sanremese si è aperta con un forte dubbio da parte di Noi telespettatori: “Ma come si è vestita Maria!??”. All’inizio abbiamo pensato che si trattasse di uno scherzo. Abbiamo atteso, invano, che il giacchino lungo della nonna, con bottoni a vista, venisse buttato nel cesto di Carla ed Enzo, nella trasmissione: “Ma come ti vesti?”. Eppure, questo non è successo! Possiamo tranquillamente dichiarare che Maria non ha brillato di eleganza. Eppure, da sotto l’abito, si intravedeva un bel pizzo nero, purtroppo coperto da un pendente con incastonata una pietra verde. A noi è sembrato eccessivamente enorme e ci ha ricordato più un talismano egizio appartenuto alla regina Nefertiti e riesumato dalla tomba.

Nella seconda parte della serata, “Queen Mary” continua a sfoggiare un look anni ’20 che ha un po’ annoiato dopo la prima serata.L’abito Givenchy dalla linea avvolgente, di pizzo nero, era foderato da un sottabito elegante di seta effetto nude, impreziosito da brillantissime frange decorate da cristalli ton sur ton.

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Maria De Filippi secondo abito 7 e ½

Carlo Conti “salvato in calcio d’angolo”

Il completo Ferragamo non troppo spezzato e l’uso variegato dei blu notte abbinato al nero lucido funziona!

Sicuramente meglio rispetto al look indossato per la prima serata.

Voto 8

Bianca Atzei “il look che ci ha convinto di più”

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Raggiante ma allo stesso tempo semplice. La sua voce, sofisticata e soffiata, ci ha letteralmente incantato. Lo squisito patchwork firmato Antonio Marras io e Michele lo abbiamo premiato a pieni voti. Meraviglioso il gioco di stampe e le applicazioni gioiello sul pizzo chantilly. Azzeccatissimo il semi raccolto armonioso che slanciava sul palco tutta la silhouette. Stylist Enzo Miccio: chapeau!

Voto 10

Giorgia “voce incantevole ma (S)vestita male!”

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“Asp…Che devo fare una cosa perché mi sta cadendo il vestito” …. Povera Giorgia!!!

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Eppure non ci vuole tanto! Giorgia non ha bisogno di essere appariscente, perché la sua voce e l’eleganza scenica lo sono già!! Look assolutamente sbagliato! L’abito cedeva di continuo sul corpetto, tanto che Giorgia si è trovata in forte difficoltà e alzava di continuo l’abito che non era della sua misura ma molto più grande, facendola apparire un sacco di plastica nero con intarsi fuxia. Orribile!!!! Eppure c’è da dire che si trattava di un Gucci! Ci chiediamo: “Cosa sarà successo??”.

Voto performance 10

Voto abito 2

Francesco Gabbani “È il pianeta delle scimmie o Sanremo?”

A noi Francesco Gabbani è piaciuto come performance, testo e karma. Ma il look??? Dov’è finita la discrezione? E poi quel maglioncino “alla Benetton” arancio fluo peloso e infeltrito! Il panico! Pensate che quando ho inviato la foto di ciò che stava accadendo sul palco dell’Ariston alla mia amica Cristina che si trova a Miami ha scritto su whatsapp: “Art Attack Giovanni Muciaccia!!” E diciamolo la somiglianza c’è e si vede! Provate a trovare le differenze! Cara Cristina hai perfettamente ragione! Michele aggiunge: “Forse pensava di essere ancora alle prove, non ci si presenta sull’Ariston con un maglione a girocollo!”.

E poi lo scimmione simbolo di evoluzione o (in)voluzione umana cosa c’entrava??? Insomma ribadiamo che siamo al Festival di Sanremo e non alla Corrida!! Per un momento pensavo di stare guardando “il pianeta delle scimmie…”

Voto 4 e ½

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Pausa-caffè

Altro momento esilarante “Il Bacio a stampo di Robbie Williams a Queen Mary”

Momento topico della serata! A trovare la colonna sonora per questo evento ci abbiamo messo davvero poco! “Oiii… Maria T amooo Oiii Maria… Ti voglio… La Mariaaaa!!”

 

Ed ecco a voi la scena! Osservate l’espressione soddisfatta di Carlo Conti!! :-DDD

Ricominciamo con la pagella

Fine pausa caffè

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Paola Turci “Perfetta e Sexy”

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Perfetta e sexy nel suo completo griffato Boglioli: Blazer elegantissimo che lascia intravedere il reggiseno esaltando la bellezza di questa scollatura audace e profonda per nulla volgare. Un fit femminile ma allo stesso tempo maschile ultrachic. Lo styling, curato da Paola Cegli, colpisce lasciando il segno sul palco di Sanremo. Brave entrambe!

Voto 10

Nesli e Alice Paba “Coppia Punk-Folk”

Dobbiamo essere sinceri, Michele ha apprezzato entrambi. A me invece il completo borchiato di Nesli, non mi ha convinto del tutto. Mi è sembrato eccessivo, sarà che da lontano le borchie evocavano un effetto à pois e che insieme all’albito di Alice, confondeva l’idea di coppia. Dettaglio voluto?

Anche la cintura nera in pelle, non ho tanto apprezzato come accessorio, mentre, nulla da dire sulla bellezza dell’ampia gonna elegante dalle meravigliose stampe simil broccato a cui era stato abbinato lo squisito top di pizzo nero.

Voto 8

È il momento di “Totti Goal”

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E qui, in quanto eleganza, regna su tutti! Voto 10!! Ma ciò che rimarrà indelebile come il momento più divertente della serata sarà la domanda di Carlo conti: “Qual è la tua canzone preferita di Sanremo!?” E Totti: “Povia, il piccione!!”.

E ancora, come valletto, legge sul gobbo, sbagliando forse volutamente (diamogli il beneficio del dubbio), Totti: “Sceopé” e Conti: “No Totti, si legge Cheope!”. Fa-nta-sti-co!!!!!

A stasera!!!!

Di  Michele Vignali e Alvufashionstyle

L’articolo lo trovate anche in  Alvufashionstyle.

I look della prima serata sanremese commentati da Alvuela e Michele.

Mercoledì, 8 Febbraio 2017.

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La prima serata di questo 67simo Festival di Sanremo, ci ha lasciati un po’ con “l’amaro in bocca”, rispetto a quello della scorsa edizione che aveva mantenuto dei ritmi incalzanti grazie alla presenza dell’eleganza sofisticata della Ghenea e alla frizzante comicità di Virginia Raffaele. Quest’anno, regia, scaletta e copioni evocavano l’effetto moviola, tanto che il momento più esilarante e frizzante della serata ci è apparso quello di Ricky Martin, re assoluto del palco dell’Ariston.

La prima serata sembrava decollare a stento e quindi speriamo che vada meglio stasera! Voto 6

Passiamo alla “Pagella dello stile” realizzata in collaborazione con Michele Vignali.

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Carlo Conti “Troppo Spezzato”

Michele: “Il padrone di casa del Festival, per tre anni consecutivi si è sempre distinto per eleganza e stile. Tuttavia, il look della prima serata, griffato Ferragamo, mi è sembrato un po’sotto tono, eppure lo spezzato è di tendenza! Sarebbe stato più idoneo e fresco per la serata delle cover. Sono stato distratto dal gioco di velluti, di giacca e gilet e dalla scarpa papalina”.

Alvuela: “Si, in effetti confermo! Dunque che voto diamo?”.

Voto 7 e ½

Maria De Fillippi “Flapper Style”

Alvuela: “Come performance, mi è piaciuto il fatto che sia rimasta sé stessa e per questo va premiata. Gli abiti le donavano molto e lo stile anni ’20 l’ho trovato azzeccato. Inoltre, il Flapper style le si addice! Con l’Hair Style invece avrei preferito le onde piuttosto che delle sfumature alla Meg Ryan”.

Michele: “L’ho trovata a suo agio. Look che la rappresentano. Non mi è piaciuto l’occhiale esposto. Il primo abito lo avrei leggermente allungato nella parte superiore della gonna per non mettere troppo in evidenza le gambe. Del secondo look ho adorato le frange e il taglio scivolato che le cadeva a pennello. Ha vinto con la sua semplicità”.

Voto primo abito 7

Voto secondo abito 8 e ½

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Giusy Ferreri “Look Kitsch”

Alvuela: “La canzone seguita con il testo è molto bella, però la performance non è stata ottimale. Forse perché è stata la prima ad esibirsi? La statura minuta con il pantalone a zampa e le troppe stampe l’hanno fatta apparire kitsch! Peccato!!!”.

Michele: Look indefinito, stampa eccessivamente evidente e troppo rosso che distraeva. Il pantalone a zampa non è adatto al fisico Curvy poiché tende a fasciare la gamba superiore.  L’abito è totalmente sbagliato. Giusy sei a San Remo non sul palco del tuo Tour. Non ho capito il testo forse perché era sotto tono o perché ero distratto dai rossetti.

Voto 2

Fabrizio Moro “Bello ma povero”

Michele: “La bellezza di quest’uomo non passa di certo inosservata. Canzone profonda e bella.  Ma il look no. Troppo lucido, senza cravatta a San Remo è inopportuno! E la camicia andava almeno agganciata al collo.  Capelli erano scomposti.

Alvuela: Confermo!

Voto 5

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Michele: Perfetta, un po’ hippy e un po’ rock, belli i dettagli marcati. L’abito scivola sulla silhouette perfettamente. Il look firmato Etro la rappresenta, giovane e un po’ conquistatrice del mondo. Mi piace il dettaglio dell’abito dove la gonna sia apre. Brava ben fatto.

Alvuela: l’abito è meraviglioso e confermo il tuo pensiero. I capelli però li avrei lasciati biondo lucido e non rosa. Mi sarebbe piaciuto che avesse mantenuto le identiche nuances delle stampe dell’abito.

Voto 10.

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Raoul Bova “L’eleganza fatta persona”

Michele: Ad un tratto entra lui, perfetto bello occhi profondi e di giaccio. Il suo completo nero Firmato Armani che forse doveva indossare Conti per la serata d’apertura al posto del suo spezzato.  Il voto è troppo poco per perfezione, portamento e classe.

Alvuela: Confermo! Ha preferito non osare e l’abito classico premia sempre.

Voto: 10

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Lodovica Comello “Eleganza boho-chic”

Michele: Giovane, fresca, bucolica e anche un po’ Botticelliana. Bello l’abito Vivetta fresco e rappresentativo del suo percorso fiabesco. Un mix tra un abito Schiaparelli e Gucci. Mi è piaciuto perché l’ha rappresentata. Viva le fiabe. Per i capelli avrei preferito un raccolto ecco perché nove e non un dieci. I dettagli fanno la differenza!

Alvuela: l’abito era bellissimo e questo tocco così surreale ha suscitato l’essenza femminile che Lodovica emana. Il capello sciolto invece mi ha fatto sognare… una bellezza boho chic!

Voto. 9

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Fiorella Mannoia. “Che tu sia benedetta”

Michele: Ad un tratto entra lei, tutto tace con nonchalance inizia a cantare e il testo ‘’ che tu sia benedetta’’ entra dentro ad ognuno di noi. Ricca di attualità e verità. Il soul look era semplice: un tailleur taglio smoking che evoca lo stile Ysl anche se l’abito lungo ci voleva!  Ottima scelta, anche lei non si è snaturata è rimasta sè stessa  e ha dato importanza al testo.  Look creato ad hoc per lei da Antonio Grimaldi.

Alvuela: confermo sull’eleganza “soul”. La Mannoia da immensa interprete ha puntato sul testo e ci è riuscita! Non osare a volte premia e lo stile che non può essere acquistato ce l’ha sempre avuto! Grande!

Voto: otto e mezzo

Bernabei “Scivolato sul calzino”

Michele: Giovanile. Look ricercato. Bellissima la giacca, uno dei pochi chi ha messo la cravatta. Pantalone un po’ troppo stretto ma ha lasciato in albergo il calzino e non si fa! Certo ora va di moda e fa cool ma a Sanremo ci vuole la calza lunga. Impara!

Alvuela: Confermo! La calza ci voleva una caduta di stile non indifferente. Lui mi è sempre piaciuto però riguardo la performance l’ho trovata sottotono, forse per un improvviso calo di voce?

Voto: cinque e mezzo

Samuel “Il jeans lascialo in valigia”

Michele: La sua voce e la canzone mi sono piaciute. Il suo look confuso, indefinito e troppo visto. Forse pensava di essere alle prove e non in diretta in tutto il mondo. il Jeans lascialo in valigia.

Alvuela: Confermo! Il palco dell’Ariston merita di più in quanto eleganza. La canzone era molto bella.

Voto cinque.

Albano ” E dov’era il sole?”

Michele: I problemi di salute lo hanno costretto a non sforzare la voce.  Alcuni dicono che l’abbia lasciata a ‘’Cellino san Marco ‘’. Look troppo lucido, eccessivamente nero e scomposto. I capelli tinti e i baffi no e si vedeva! Albano da te non melo sari mai aspettato con tutte le volte che sei andato al festival.

Alvuela: sono comprensiva sulla voce ma l’abito troppo scuro visivamente non gli donava. Almeno una camicia bianca! Albano Siamo al Festival “Quando il sole tornerà”?

Voto 6

Ron “Impeccabilmente Ron”

Michele: Anche lui ha optato per uno spezzato.  Puoi fare meglio. Bella la canzone peccato che non tutti l’abbiano capita.

Alvuela: confermo! A me è piaciuto molto la scelta dell’occhiale! Sarà il must have per la prossima stagione?

Voto 6

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Tiziano Ferro “Look sofisticato”

Michele: Eternamente grande, profondo e da brividi. La dedica a Tenco è stata bellissima ed emozionante. Il suo completo Dolce&Gabbana lo rappresenta al meglio. Appel e un sorriso da svenimento.

Alvuela: Bello e impossibile! Glamour senza pari!

Voto 10

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Carmen Consoli “Gli sposi novelli”

Michele: Ha duettato con Tiziano Ferro nella canzone il ‘’Conforto’’ una canzone da brividi sulla pelle. Il suo look un po’ troppo bianco da comunione e matrimonio come alcuni lo hanno definito. Sembravano una coppia di sposi ferro e consoli. Non mi è piaciuto il dettaglio applicato in velluto con bottoni ad alamari sul davanti poco da festival di San Remo ma nel complesso riuscito e molto bohemien.  Look Philosophy di Lorenzo Serafini.

Alvuela: la decorazione sul corpetto era eccessiva e l’abito bianco lungo evocava, accanto a Tiziano, l’idea di matrimonio. Soprannominati ironicamente “Gli sposi novelli”.

Voto: 7 e ½

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Rocio Munoz Morales “Meravigliosa creatura”

La figura della valletta di eleganza, assente a questo Sanremo, con lei è stata colmata. Ecco un vero esemplare di magia a unicità. Bellissima, luminosa, perfetta e sensuale al punto giusto. Rocio Munoz Morales ha indossato una collezione haute couture firmata Francesco Scognamiglio. Una stella sul palco. L’unica donna a indossare diamanti perfetti.

Alvuela: bellissima e sofisticata. L’abito evocava le luminescenze lunari e i diamanti Damiani hanno completato il look. Il capello liscio perfetto la rendeva ancora più eterea. Meravigliosa creatura”

Voto 10

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Riky Martin “Fascino latino”

Michele: Ha portato movimento, ci ha fatto ballare e svagare. Look da perfetto latino e cantante pop. Giacca, maglietta, pantalone e scarpa sportiva. Un po’ poco da festival ma nel suo complesso coordinato. Poi non dimentichiamo la bellezza e il fascino.

Alvuela: Confermo!

Voto 8

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Paola Cortellesi “Ironia e Fascino”

Michele: Il suo look Armani era perfetto sulla sua fisicità la valorizzava. Un po’ troppo marcato il trucco.

Alvuela: Confermo, il make up era troppo evidente. Rossetto rosso, cipria bianca e phard rosa sulle gote faceva apparire tutte le donne dell’Ariston bambole di porcellana! E no!! Non si fa!

Voto 9

Antonio Albanese “La t-shirt va lasciata a casa”

Michele: Antonio eri a casa o all’Ariston? secondo me la seconda.  Hai dimenticato il completo e il buon gusto. Troppo sciolto e poco curato. Volevi sembrare Giorgio Armani ma di Re c’è ne solo uno.

Alvuela: la t-shirt a Sanremo? Scivolone di stile non indifferente!

Voto 5

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Marco Cusin “Grande sportivo ma poca eleganza”

Michele: Un vero flop! Non sei in montagna con gli amici ma in prima serata mondiale. Hai bisogno di uno styling contattami! lo so che vuoi fare lo sportivo lo potevi fare anche con un completo nero da sera i muscoli e la bellezza si vedeva ancora meglio.

Alvuela: Michele non essere così duro! Ha puntato sui meravigliosi occhi blu e l’altezza! Piuttosto essendo così alto non credo sia molto semplice trovare abiti se non su misura! Perdoniamo ma il voto è quello!

Voto 1

Valentina Diouf “Possente e timida”

Michele: Portamento elegante e statuaria. Bello il gioco di trasparenze ed il look da sera. Almeno non si capiva che era appena uscita dalla palestra!

Alvuela: l’abito era griffato Mario dice, uno dei miei stilisti preferiti. Meravigliosi i ricami floreali rosso papavero che esaltavano l’incarnato scuro. Forse un po’ troppo eccessivo lo spacco centrale ma il suo portamento elegante lo ha compensato benissimo! Bravo Mario!!!

Voto 10

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Diletta Leotta “Troppa carne al fuoco”

Michele: Troppa carne al fuoco. Eccessivamente scollato e la pancia fuori lasciala alla Carrà!! Abito di Alberta Ferretti.

Alvuela: lei è una bellissima ragazza ma essendo prosperosa avrei preferito più sobrietà. Il broccato rosso risultava troppo pesante e vecchio rispetto a una giovane venticinquenne. I capelli li avrei raccolti e avrei preferito un abito lungo blu notte e più coperto!

Voto 5

Di Michele Vignali e Alvula Franco.

l’articolo lo trovate anche in Alvufashionstyle.com

 

 

 

Alta Roma in Town: Vittorio Camaiani presenta la collezione “Alla corte di Velásquez”

Mercoledì, 1 febbraio 2017 

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La couture ha un potere quasi curativo come l’arte. Ho sempre sentito parlare di abiti, stoffe, sfilate e ritocchi sartoriali fin dall’infanzia e ricordo con molto nostalgia alcuni racconti di famiglia sulla città eterna ricca di cultura, arte e moda. L’atelier, era considerato un punto d’incontro negli anni cinquanta, un salotto élitario per l’alta aristocrazia. Le nobildonne e le clienti abituali si incontravano durante la sfilata per sentirsi parte di un sogno.

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La sfilata dello Stilista Vittorio Camaiani in occasione di Alta Roma In Town, ha evocato in me questi ricordi: un dialogo diretto tra mondo artistico, culturale e sociale, perché la moda è molto più di un semplice abito ma segna in modo indelebile la storia del costume.

Vittorio Camaiani, poliedrico e visionario vive il presente ma con uno sguardo rivolto al passato, che rivisita e plasma ad arte con sofisticata eleganza, offrendo a tutti noi, abiti che sono opere d’arte in movimento: Tableaux Vivant.

Come sempre l’arte ispira le collezioni di questo artista della couture di origini marchigiane. Bellissima quella dedicata ai quadri di Magritte come quella sulle variegate sfumature cromatiche della laguna di Venezia. L’ultima a cui abbiamo assistito, per la P/E 2017, ha celebrato l’arte di Diego Velázquez, definito il più importante pittore spagnolo del Seicento per eccellenza.

Per Camaiani i dettagli e le illusioni presenti sui quadri di Velázquez, come ibaffi dell’artista, con cui ironicamente gioca, diventano leitmotiv della collezione ma solo chi è dotato di uno spiccato estro creativo e un animo sensibile d’artista poteva riuscire a percepire e valorizzare i significati celati nelle opere come Las Meninas e l’Infanta Margarita.

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Dichiara Vittorio Camaiani, “Questa volta ho subito il fascino non soltanto della pittura ma della personalità del pittore stesso, della sua figura così caratteristica – Una “corrispondenza” tra me e Velàzsquez, lontani e diversi, ma legati dalla stessa passione per l’arte”.

La collezione elegante e sofisticata, è impreziosita da romantici ricami fatti a mano e applicazioni di divertenti baffi all’insù. La tela viene plasmata come seta batik dal disegno dello stesso stilista, che “entra” nell’Alcazar con Diego Velázquez e riporta sui suoi abiti le suggestioni del Seicento spagnolo.

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L’arte scende come polvere di stelle sugli abiti e lo stilista “trafuga” al pittore andaluso soggetti e modelli privandoli del peso dei broccati barocchi e li rivisita in chiave contemporanea celebrando l’infinita leggerezza dei tessuti come tela di lino e chiffon. Dai colori alle linee riecheggia un passato suggestivo che il couturier attualizza creando una serie di abiti che, come in ogni stagione, vogliono rendere la donna Camaiani una regina del suo tempo, un’indossatrice, graziosa artista, profonda e sensuale.

Il design segue linee a trapezio per camicie e abiti. I pantaloni in seta scendono morbidi sulla silhouette e l’idea geniale di realizzare una nuova gonna, la cui forma richiama quella indossata dall’Infanta Margarita, protagonista del capolavoro “Las Meninas”.

La palette cromatica appare quasi “rubata” dalla tavolozza dell’artista e sfuma dal bianco delle tele ancora da dipingere al grigio, dal rosso al nero passando per l’azzurro, ai colori che acquistano intensità e corposità su lino, chiffon, crepe, satin, garza di cotone, duchesse taffetà, organza e vinile.

Non mancano le fantasie: micro spinati su organza, fantasia batik dove il baffo di Velàzquez diventa motivo barocco. Lella Baldi accompagna Camaiani con le calzature proponendo sandali anche alti con piccolo movimento che appoggia sul collo del piede nei colori della collezione.

Persa in un idilliaco viaggio nell’arte, la matita sensibile di Vittorio Camaiani ha incontrato le sapienti mani dell’artista Marina Corazziari creatrice di gioielli scultura realizzate con squisite lastre d’argento, punte di madreperla, cristalli antichi fumée e onice nero.

La sfilata che si è tenuta presso l’esclusiva location dell’Hotel Excelsior di Roma, nel suo finale, così empatico e suggestivo sulle note classiche, ha evocato tra i presenti l’immagine di un atto finale di un’opera lirica: tragico come un addio, emozionante nella sua bellezza.

Vittorio Camaiani, come un direttore d’orchestra, trasforma l’armonia leggera e soave della couture in arte come una eufonica e celestiale sinfonia di Bach.

Hanno collaborato: per le calzature Lella Baldi, per i gioielli scultura Marina Corazziari, per l’Hair Stylist Compagnia della Bellezza, per il Make up Viviana Ramassotto e per le foto Alessando Lanciotti. Si ringraziano: la Città di San Benedetto del Tronto – Assessorato al Turismo, Orlandi Passion Happy Life Style, Pastificio Artigianale Leonardo Carassai, l’Hotel Excelsior e per il services TechnoElite.

Michele Vignali.

L’articolo lo trovate nella sessione Vintage-Amarcord nel blog di Alvufashionstyle